Vertenze industriali del Sulcis, Todde ai sindacati: “Dal governo servono soluzioni concrete”
La crisi del polo industriale del Sulcis Iglesiente approda nuovamente al tavolo della Regione. Questa mattina la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria Emanuele Cani hanno incontrato una delegazione dei sindacati metalmeccanici FIOM-CGIL, FSM-CISL e UILM-UIL. Al termine della riunione, la presidente è scesa in viale Trento per incontrare il centinaio di lavoratori in sciopero davanti alla sede della Regione, dove si è conclusa la manifestazione partita dall’assessorato all’Industria.
Secondo i sindacati, il presidio di oggi rappresenta “il primo importante risultato” di una mobilitazione che punta a riportare l’attenzione nazionale sulla vertenza industriale del Sulcis e sul futuro del polo di Portovesme. Fiom, Fsm e Uilm chiedono che il confronto venga portato fino a Palazzo Chigi per chiarire quale strategia il Governo intenda adottare per l’area industriale.
Al centro del confronto la situazione delle principali vertenze industriali del territorio: Sider Alloys, Euroallumina, Portovesme Srl e l’indotto della centrale Enel “Grazia Deledda”, oggi quasi ferma. Secondo quanto riferito dai sindacati, la crisi si è aggravata rispetto allo scorso anno e coinvolge decine di lavoratori diretti e dell’indotto, con stipendi e posti di lavoro a rischio.
All’incontro hanno partecipato anche il sindaco di Portovesme Ignazio Atzori, una delegazione delle organizzazioni confederali e amministratori del territorio. La Regione ha ribadito l’intenzione di intensificare il confronto con il Governo in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’11 giugno.
L’assessore Cani ha annunciato che nelle prossime settimane verranno avviati incontri preparatori con le organizzazioni sindacali per definire una posizione comune sulle vertenze del Sulcis. “Il governo deve assumersi le proprie responsabilità”, ha dichiarato.
Netta la posizione della presidente Todde, che ha escluso l’ipotesi di affrontare le diverse crisi industriali come un’unica vertenza. “Pretenderemo che ogni situazione venga risolta singolarmente”, ha detto, ricordando anche l’intervento condiviso con i sindacati sulla proroga della mobilità in deroga.
Todde ha poi criticato ritardi e inadempienze delle istituzioni nazionali e delle aziende coinvolte, citando in particolare Sider Alloys, “sostenuta con risorse pubbliche ma inadempiente rispetto agli impegni assunti”.
I sindacati parlano di una situazione ormai non più sostenibile per il tessuto economico e sociale del Sulcis. “Non c’è più tempo per attese, tavoli tecnici e false promesse”, hanno affermato le organizzazioni metalmeccaniche, chiedendo un intervento politico nazionale capace di definire una strategia industriale e di richiamare le aziende alle proprie responsabilità, oppure individuare nuovi investitori per rilanciare le filiere considerate strategiche.
Regione e sindacati chiedono che dal confronto dell’11 giugno con il ministro Adolfo Urso emergano “soluzioni concrete, serie e tempestive”. In caso contrario, la Regione valuta di chiedere il trasferimento delle vertenze del Sulcis alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Nel successivo incontro con i lavoratori in presidio sotto il palazzo della Regione, Todde ha ribadito il sostegno dell’amministrazione regionale: “Il Sulcis è un’area industriale strategica del Paese, come Taranto o Bagnoli. La Regione e le istituzioni del territorio non si faranno prendere in giro”.




























