Uta ribadisce il No al 41bis: “Scelte senza confronto, rischi pesanti per il territorio”
È dal territorio che ospita uno degli istituti interessati che arriva la presa di posizione più netta sul possibile trasferimento di detenuti al 41 bis. Il Comune di Uta esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di destinare il carcere E. Scalas di Uta ad accogliere 92 detenuti in regime speciale, una scelta che – come ha ribadito nei giorni scorsi anche la presidente della Regione Alessandra Todde – sarebbe stata prospettata senza un reale coinvolgimento delle istituzioni regionali e locali.
L’amministrazione comunale ricorda che già nel luglio scorso il Consiglio aveva approvato una mozione per segnalare criticità rilevanti: dal rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata alla carenza di risorse per garantire sicurezza e presidio del territorio, fino alle ricadute su sanità, sistema giudiziario e servizi comunali, in un Comune già sotto organico.
Il sindaco Giacomo Porcu annuncia la convocazione urgente del Consiglio comunale e la disponibilità a ogni azione civile e istituzionale. Da Uta il messaggio è chiaro: si chiede “ascolto e un confronto preventivo su una decisione considerata di impatto incalcolabile per l’intera Sardegna”.




























