Uras, verso lo scioglimento del Consiglio comunale dopo la sentenza del Consiglio di Stato
La Regione si prepara ad avviare gli atti per lo scioglimento del Consiglio comunale di Uras dopo la notifica, avvenuta oggi, della sentenza del Consiglio di Stato che annulla la delibera con cui il Comune aveva ripristinato la propria funzionalità amministrativa.
L’assessorato regionale agli Enti locali ha fatto sapere di essere già al lavoro per gli adempimenti conseguenti. “L’obiettivo della Regione è garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa e i servizi alla comunità interessata”, ha dichiarato l’assessore regionale agli Enti locali Francesco Spanedda, sottolineando il rispetto delle regole e degli organi democraticamente eletti.
La vicenda risale al 30 settembre scorso, quando la maggioranza dei consiglieri comunali di Uras aveva rassegnato le dimissioni. Secondo la comunicazione del segretario comunale, però, le dimissioni non presentavano l’“unitarietà d’intenti” necessaria per determinare automaticamente lo scioglimento del Consiglio.
Nel frattempo la Regione aveva avviato un’istruttoria tecnica sui profili giuridici del caso. Successivamente, il 14 ottobre 2025, il Comune di Uras aveva approvato una delibera per la surroga di uno dei consiglieri dimissionari, ripristinando così la funzionalità dell’ente. Contro quel provvedimento sei dei sette consiglieri dimissionari avevano presentato ricorso al Tar Sardegna.
Secondo quanto spiegato dall’assessore Spanedda, la Regione non poteva intervenire direttamente sugli atti comunali in virtù della legge regionale 2 del 2016, che esclude controlli di legittimità sugli atti dei Comuni. Per questo motivo l’istruttoria regionale era rimasta sospesa in attesa delle decisioni della magistratura amministrativa.
Nella sentenza, il Consiglio di Stato riconosce la correttezza dell’operato della Regione, rilevando che l’adozione della delibera comunale aveva reso “giuridicamente impossibile” l’esercizio del potere regionale fino alla definizione del contenzioso.
Il caso aveva già prodotto orientamenti differenti nei due gradi di giudizio: in prima istanza il Tar Sardegna aveva respinto il ricorso dei consiglieri dimissionari, privilegiando la continuità amministrativa dell’ente. La decisione definitiva del Consiglio di Stato ha invece annullato la delibera del 14 ottobre, creando le condizioni giuridiche per il commissariamento del Comune.
“Dalla notifica della sentenza i nostri uffici si sono messi al lavoro per compiere tempestivamente tutti gli atti conseguenti”, ha aggiunto Spanedda, ribadendo che l’azione della Regione è stata orientata a garantire “efficacia e legittimità del governo locale”.




























