A Samugheo torna A Maimone, il rito identitario del carnevale tradizionale sardo
Il tempo del carnevale tradizionale sardo inizia molto prima delle sfilate e dei cortei. È un tempo fatto di attesa, di preparazione silenziosa, di gesti che si ripetono uguali da generazioni. A Samugheo questo tempo ha un nome preciso: A Maimone, uno degli appuntamenti più identitari del carnevale isolano, pronto a tornare domenica 8 febbraio con la sua 29ª edizione.
Un evento che non è spettacolo nel senso moderno del termine, ma rito collettivo. Maschere antropomorfe e zoomorfe, costumi in orbace, pelli di capra, campanacci e movimenti rituali trasformano il centro del paese in un grande spazio simbolico, dove il confine tra chi guarda e chi partecipa si assottiglia fino quasi a scomparire. È qui che la comunità si riconosce e si racconta, attraverso un linguaggio antico che parla di cicli naturali, di passaggi, di identità.
Organizzato dall’Associazione Culturale Mamutzones de Samugheo, A Maimone è entrato dal 2025 nel cartellone degli eventi promossi dall’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, un riconoscimento che ne conferma il valore culturale e la capacità di attrarre visitatori da tutta l’isola e da fuori regione. L’edizione 2025 ha registrato migliaia di presenze e ha rafforzato il ruolo di Samugheo come uno dei centri più vitali del carnevale tradizionale sardo.
Il lavoro dell’associazione non si esaurisce nel giorno dell’evento. Dietro A Maimone c’è un impegno che dura tutto l’anno, fatto di ricerca, cura dei costumi, trasmissione di saperi e preparazione dei rituali. Un percorso che guarda già al futuro, come sottolinea il presidente Igor Saderi, anticipando un’edizione che si avvicina al traguardo del trentennale e che promette novità pensate per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, senza tradire la sua autenticità.
L’atmosfera del carnevale, però, comincia a farsi sentire già prima. A Samugheo il primo segnale arriva venerdì 16 gennaio, con la tradizionale uscita dei Mamutzones in occasione dei Fuochi di Sant’Antonio. Un momento atteso, che segna simbolicamente l’inizio del ciclo carnevalesco e prepara il paese all’appuntamento di febbraio.
A Maimone non è solo una data in calendario, ma un richiamo profondo alle radici della Sardegna, un rito che continua a vivere perché la comunità lo riconosce come parte di sé e lo rinnova, anno dopo anno, nel segno della continuità e della memoria.


























