Cabras, ecco i riti di San Salvatore: il cammino delle Scalze e la Corsa lungo i sentieri del Sinis
Un legame profondo con le proprie radici che si rinnova da oltre quattro secoli lungo i sentieri sterrati del Sinis. Cabras accende i riflettori sulla Festa di San Salvatore e sulla Corsa degli Scalzi, undici giorni di celebrazioni religiose ed eventi civili che animano il paese e il suggestivo villaggio campestre fino al 7 settembre.

Il rito affonda le origini nel 1619, quando gli abitanti misero in salvo la statua del Santo dall’assalto saraceno correndo a piedi nudi e sollevando una nube di polvere tale da disorientare il nemico. Un atto di fede e coraggio che oggi vede protagonisti circa 900 uomini, Is Curridoris, pronti a percorrere in corsa con il saio bianco i sette chilometri verso il santuario all’alba di sabato 5 settembre, per poi compiere il tragitto inverso al tramonto di domenica 6 settembre. Ad aprire e chiudere l’intero ciclo di festeggiamenti è la devozione silenziosa di circa cinquecento donne che, scalze e in abito tradizionale, accompagnano la piccola effigie di Santu Srabadoeddu.

Accanto alle celebrazioni liturgiche, il villaggio di San Salvatore e piazza Stagno ospitano un fitto programma di appuntamenti culturali ed enogastronomici: dal festival di musiche tradizionali Dantzas alle sagre dedicate alla frittura di paranza e al muggine, fino agli spettacoli teatrali, alla rassegna di antichi mestieri e ai concerti di Cordas et Cannas e Baby K.
L’evento è promosso dal Comune di Cabras in sinergia con la Regione Sardegna, la Fondazione Mont’e Prama, la Fondazione di Sardegna, le associazioni Is Curridoris e Santu Srabadoeddu, il Comitato festeggiamenti civili e l’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo.



Tutte le informazioni:




























