Materie prime critiche, la presidente Todde: “La Sardegna impugnerà il decreto”

Il 30 luglio 2024, la Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge sulle materie prime critiche, scatenando la reazione della Regione Sardegna. Nonostante i tentativi di modifica avanzati dalla Regione, che chiedevano un ruolo vincolante delle Regioni nel processo autorizzativo e l’obbligo di intesa regionale per l’approvazione del Piano Nazionale delle Materie Prime Critiche, il decreto è stato approvato con il sostegno della maggior parte delle altre amministrazioni regionali.
In risposta a questa decisione, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha annunciato: “Il governo, utilizzando impropriamente un decreto-legge, dispone una disciplina lesiva non solo del nostro Statuto e delle nostre competenze esclusive in materia di sfruttamento di cave e miniere, ma mina soprattutto la possibilità per noi sardi di tutelare ambiente e paesaggio. Infatti, il governo vuole escludere tali interventi dalla valutazione di impatto ambientale che la nostra Regione dovrebbe poter effettuare quando si tratta del proprio territorio. Un atteggiamento ricorrente in questi ultimi tempi, pericoloso e incurante degli impatti che tali disposizioni avrebbero sulla Sardegna. Pertanto, non appena il decreto verrà ufficialmente convertito in legge, la Sardegna impugnerà il dl materie prime critiche alla Corte costituzionale”.























