Assalto eolico a Villacidro. Todde: “Lavori partiti ad aprile 2023 sotto la giunta Solinas”

Dopo le polemiche e le mobilitazioni di protesta contro la speculazione energetica, la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, ha voluto fare chiarezza sul lavoro fatto finora dalla Giunta regionale. “La nostra legge transitoria di salvaguardia non blocca – e non avrebbe potuto bloccare – le opere già autorizzate e per le quali i lavori sono iniziati precedentemente alla sua approvazione”.
“La legge – prosegue la Todde – pone sul territorio sardo «il divieto di realizzare nuovi impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili» e si applica pure laddove «sono in corso, alla data di entrata in vigore della presente legge, procedure di autorizzazione di impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili» tanto che, da quando ci siamo insediati, non sono state rilasciate nuove autorizzazioni né a livello regionale né a livello nazionale”.
“Va chiarito, inoltre, che gli impianti non bloccabili – quelli, cioè per i quali i lavori erano già iniziati prima dell’entrata in vigore della nuova legge – sono solo una minima parte di quelli per i quali è pervenuta una richiesta di autorizzazione. La stragrande maggioranza è stata di fatto bloccata dalla legge 5. Fatti, non parole. Leggi e non supposizioni”.
Sull’impianto eolico di Villacidro: “Chi oggi dice o scrive che la realizzazione in corso dell’impianto eolico di Villacidro sia responsabilità dell’attuale governo regionale, racconta enormi e preoccupanti menzogne. Si tratta, infatti, di un’infrastruttura autorizzata nel 2020 e per la quale i lavori sono partiti ad aprile 2023 sotto la giunta Solinas. Dovrebbe essere chiaro per chi è dotato di onestà intellettuale lo sforzo compiuto in soli 100 giorni dall’attuale giunta per difendere i sardi e il loro territorio ed essere perfettamente conseguenti con quanto annunciato in campagna elettorale. Chiunque sostenga il contrario è in malafede e cerca di portare l’opinione pubblica, alimentando odio e paura, nella direzione che più gli conviene. Non certo per questioni ideologiche, ma per ben più concreti e redditizi interessi personali”.

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