Omicidio di Terralba, un’intera famiglia rinviata a giudizio. Così è stato ucciso Claudio Manca
Battista Manis, la moglie Claudia Abis e il figlio Pietro Paolo Manis, 26 anni, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Claudio Manca, il 49enne di Terralba ucciso nella notte del 24 settembre dello scorso anno. Per tutti e tre i difensori hanno scelto il rito abbreviato, condizionato all’ascolto di alcuni consulenti. Tra le richieste anche una perizia psichiatrica per Battista Manis.
Il movente dell’omicidio
Secondo la Procura di Oristano, rappresentata dal pubblico ministero Marco De Crescenzo, i tre avrebbero avuto ruoli diversi nell’aggressione mortale. Il movente sarebbe legato all’incendio della casa di Manis, avvenuto pochi giorni prima dell’omicidio. Manis aveva accusato Manca di essere l’autore delle fiamme.
La dinamica dell’aggressione mortale
La ricostruzione dell’accusa parte dalla Statale 126, dove Claudia Abis sarebbe stata alla guida della Volkswagen Golf sulla quale viaggiavano anche il marito e il figlio. L’auto avrebbe seguito Manca, che procedeva in bicicletta verso Terralba, anche dopo la svolta sulla circonvallazione. All’altezza di un canale, la Golf avrebbe colpito la bicicletta con una brusca sterzata, facendo cadere il 49enne.
A quel punto, secondo la Procura, Manis sarebbe sceso dall’auto e avrebbe colpito con violenza Manca, con l’aiuto del figlio. L’uomo sarebbe stato quindi lasciato agonizzante nella cunetta, mentre i tre si sarebbero allontanati a bordo della Volkswagen.
Il dolore dei genitori della vittima
All’udienza erano presenti anche i genitori e alcuni parenti di Claudio Manca. “Nostro figlio non ha mai cercato nessuno, non ha fatto nulla” – hanno detto, ribadendo la loro versione sulla vicenda.




























