Volontario ucciso a Buddusò nella sede del 118, quattro arresti. Killer pagati 15 mila euro
Svolta nelle indagini sull’omicidio di Marco Pusceddu, il volontario del 118 ucciso a Buddusò lo scorso anno. I carabinieri hanno arrestato quattro persone. L’operatore sanitario era stato freddato con quattro colpi di pistola al petto mentre si trovava nella sede dell’associazione Intervol nel comune del Monte Acuto.
In carcere sono finiti i presunti mandanti: l’ex compagna di Pusceddu, Maria Cristina Falchi (57 anni di Iglesias), e il suo attuale compagno, Ramon Pirosu (45 anni di Carbonia), collega della vittima. In manette anche i due esecutori materiali: Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic, 26 anni. Per l’omicidio, maturato per dissidi di natura personale, sia di carattere sentimentale che professionale, avrebbero ricevuto una somma di denaro di circa 15 mila euro.
Attraverso intercettazioni telefoniche e l’analisi degli impianti di videosorveglianza, i militari hanno individuato l’autovettura utilizzata la notte dell’omicidio dai presunti autori materiali per raggiungere Buddusò e per dileguarsi dopo l’azione criminale. In seguito sono stati individuati anche i mandanti.
Nel corso dell’indagine, i militari hanno recuperato e sequestrato l’arma del delitto, una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e con caricatore inserito, e gli indumenti indossati dagli autori del reato la notte dell’omicidio.
Le indagini hanno anche consentito di far luce su una violenta aggressione subita da Pusceddu il 28 aprile 2025 quando l’uomo era stato colpito a Carbonia con una piccozza da muratore che i carabinieri hanno recuperato nel corso del blitz.
L’operazione, che ha interessato i comuni di comuni di Iglesias, Nuxis e Carbonia, è stata condotta dai militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sassari, della Compagnia di Ozieri e della Compagnia di Iglesias, col supporto di personale dello squadrone eliportato “Cacciatori Sardegna”, del Nucleo cinofili di Abbasanta e del 11° Nucleo elicotteri carabinieri di Elmas.
I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Sassari, su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di omicidio volontario premeditato in concorso e detenzione e porto illegale di armi. Tutti gli accusati sono stati rinchiusi nel carcere di Uta.



























