Sanità, via libera al piano straordinario: in arrivo 1.500 assunzioni a tempo indeterminato
La Giunta regionale ha approvato un piano straordinario di assunzioni per rafforzare il Servizio sanitario regionale, autorizzando l’avvio delle procedure per l’ingresso di 1.500 nuovi professionisti: 1.000 infermieri e 500 medici da assumere a tempo indeterminato attraverso concorsi e mobilità extraregionale.
La delibera affida ad ARES Sardegna il compito di avviare il reclutamento, con l’obiettivo di rafforzare gli organici degli ospedali, della rete territoriale e dei servizi di emergenza-urgenza, rispondendo alla carenza di personale che interessa il sistema sanitario dell’Isola.
Il provvedimento si inserisce nel percorso di attuazione del DM 77/2022 sulla riorganizzazione della sanità territoriale e punta a garantire il funzionamento delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle altre strutture territoriali senza sottrarre personale agli ospedali.
Secondo la Regione, la ricognizione effettuata ha evidenziato un fabbisogno di personale superiore a quello che può essere coperto con le ordinarie procedure di reclutamento. Per questo, accanto al piano di assunzioni stabili, è prevista anche una misura straordinaria e temporanea di reclutamento internazionale.
La Centrale regionale di committenza avvierà una gara per individuare un operatore specializzato nella selezione e nell’inserimento di professionisti sanitari provenienti da Paesi extra Ue. Il canale riguarderà complessivamente 450 operatori: 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia, destinati in via prioritaria alle strutture territoriali delle aree più in difficoltà e ai pronto soccorso.
I professionisti reclutati attraverso questa procedura saranno assunti con contratti a tempo determinato nel biennio 2027-2028, con possibilità di futura stabilizzazione secondo la normativa vigente.
La presidente della Regione, Alessandra Todde, che ricopre anche l’incarico di assessora ad interim della Sanità, definisce il piano «un intervento che mancava da molti anni» e sottolinea che la priorità resta l’assunzione di personale attraverso le procedure ordinarie e l’attrazione di medici e infermieri dal resto d’Italia. Il reclutamento internazionale, precisa, rappresenta «uno strumento complementare e straordinario» per coprire le carenze residue nei territori meno attrattivi e nelle specialità più esposte alla mancanza di personale.




























