Morte sul lavoro a Oniferi, i sindacati: “Servono più controlli e sicurezza. Non è una fatalità”
Cordoglio e rabbia dopo la morte di Fabrizio Pittalis, il giovane di 18 anni rimasto vittima di un incidente nell’impianto di trattamento dei rifiuti di S’Infurcau, nel territorio di Oniferi. Cgil e Cisl Sardegna chiedono chiarezza sulle cause della tragedia e un cambio di passo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Le responsabilità dell’incidente vanno accertate, ma morire a 18 anni in un ecocentro non può essere considerata una fatalità”, affermano la Cgil Sardegna e la Camera del lavoro di Nuoro Ogliastra, sottolineando la necessità di verificare ogni aspetto della vicenda. Per il segretario regionale Fausto Durante e la segretaria territoriale Domenica Muravera “più di qualcosa non quadra nella situazione che ha determinato la morte di uno studente che operava nell’ecocentro durante la pausa estiva”.
Il sindacato richiama l’urgenza di rafforzare prevenzione, controlli e regole, chiedendo l’attuazione delle misure previste dal Protocollo di Buggerru sulla salute e sicurezza, sottoscritto da Regione, Cgil, Cisl e Uil.
Anche la Cisl Sardegna esprime vicinanza alla famiglia del giovane, ai colleghi e alla comunità di Oniferi. “Morire sul lavoro a soli diciotto anni è qualcosa che ferisce tutta la Sardegna”, dichiara il segretario generale Pier Luigi Ledda, ricordando che ogni vittima rappresenta “una sconfitta per l’intero sistema”.
La Cisl chiede più prevenzione, formazione, investimenti e controlli efficaci, oltre alla piena operatività dell’Osservatorio regionale sulla salute e sicurezza sul lavoro. “Il modo migliore per ricordare questo giovane lavoratore – conclude Ledda – è fare tutto ciò che è necessario perché tragedie come questa non si ripetano”




























