Lavoro, in Sardegna cresce l’occupazione nei servizi ma crolla l’industria
Cresce l’occupazione in Italia, con un aumento dell’1,8% tra la fine del 2024 e la fine del 2025. È quanto emerge dall’Indagine Confindustria sul Lavoro 2026, realizzata tra febbraio e aprile 2026.
A livello nazionale, la crescita è stata trainata soprattutto dai servizi, con un incremento del 3%, e dalle costruzioni, che segnano il +4,8%. Positivo anche il dato dell’industria in senso stretto, in crescita dello 0,9%.
In Sardegna, secondo l’indagine, aumentano gli occupati nei servizi e nelle costruzioni, mentre gli addetti nell’industria in senso stretto diminuiscono di circa il 17%. Un andamento che Confindustria Sardegna riconduce al fenomeno della terziarizzazione del sistema produttivo regionale.
Lo studio evidenzia inoltre l’attenzione delle imprese alle diverse generazioni presenti in azienda: oltre otto imprese su dieci adottano iniziative rivolte ai giovani e più di tre quarti sviluppano azioni dedicate ai lavoratori senior. Tra gli strumenti più utilizzati figurano mentoring e affiancamento intergenerazionale.
Nel 2025 il tasso di assenteismo si è attestato al 6,7% delle ore lavorabili, dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Cresce invece la diffusione della contrattazione aziendale, applicata dal 29,3% delle imprese associate e da quasi sette aziende su dieci tra quelle con almeno 100 dipendenti.
Il welfare aziendale è presente nel 67,8% delle imprese associate, con una maggiore diffusione nell’industria e nelle aziende di dimensioni più grandi. Tra le misure più utilizzate ci sono i buoni pasto e i benefit destinati al sostegno dei consumi.
“Relativamente alla Sardegna segnaliamo il preoccupante fenomeno della terziarizzazione dell’economia”, sottolinea Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna, evidenziando l’impatto del fenomeno sugli indicatori rispetto alle regioni a maggiore vocazione industriale.




























