Brigata Sassari, il ritorno a casa dopo la missione in Libano
Dopo cinque mesi di missione in Libano, ieri i militari della Brigata Sassari sono tornati a casa. Un rientro atteso con trepidazione dalle famiglie, soprattutto dopo una missione svolta in un contesto delicato, segnato da tensioni e ripetuti attacchi nella zona operativa. Nonostante le difficoltà, gli uomini e le donne della “Sassari” hanno portato a termine il loro incarico con professionalità, senso del dovere e spirito di servizio. Durante la permanenza in Libano hanno vigilato sul rispetto del cessate il fuoco, collaborato con le forze armate libanesi e fornito assistenza alla popolazione locale. La missione si è svolta in una fase complessa, caratterizzata dall’intensificarsi degli scontri tra Hezbollah e le forze di difesa israeliane. Il 19 giugno è entrato in vigore il cessate il fuoco, segnando una nuova fase per l’attività dei militari italiani. Il primo contingente è atterrato all’aeroporto di Alghero con un volo proveniente da Beirut. Ad attenderlo, accompagnati dalle note della Fanfara dei Bersaglieri, c’erano familiari e amici, pronti a riabbracciare i propri cari dopo cinque mesi lontano da casa. Presenti anche le autorità civili e militari. Durante la cerimonia sono intervenuti il generale Andrea Fraticelli e la nuova prefetta di Sassari, Carla Di Quattro, che hanno espresso la loro gratitudine ai militari per l’impegno dimostrato, rivolgendo un pensiero anche alle famiglie. Con il rientro della Brigata Sassari si conclude il periodo di impiego del contingente, sostituito dai militari della Brigata “Pozzuolo del Friuli”, che proseguiranno le attività nell’ambito della missione UNIFIL.




























