Caso Taser, l’azienda fornitrice: “Nessuna correlazione con i decessi”
OLBIA – In attesa che l’autopsia, fissata per giovedì, chiarisca le cause della morte di Gianpaolo Demartis – deceduto sabato notte a Olbia dopo essere stato immobilizzato dai carabinieri con il taser – arriva la presa di posizione di Axon, principale fornitore di armi a impulsi elettrici per le forze dell’ordine.
In una nota ufficiale, l’azienda respinge ogni automatica correlazione tra l’uso del dispositivo e i casi di decesso: “A oggi non esistono evidenze scientifiche che dimostrino una correlazione diretta di causa-effetto tra l’utilizzo del taser e il decesso dei soggetti colpiti”.
Secondo Axon, i dispositivi taser rappresentano uno strumento di prevenzione, pensato per tutelare sia gli operatori che i cittadini: “Sono progettati per ridurre i rischi sia per gli operatori delle forze dell’ordine sia per i cittadini, offrendo un’alternativa non letale all’uso delle armi da fuoco”.
L’azienda entra anche nel merito tecnico, chiarendo il meccanismo d’azione: “Il funzionamento del taser si basa su impulsi elettrici a basso amperaggio che inducono una temporanea incapacità neuromuscolare (NMI), con effetto che cessa immediatamente al termine del ciclo”.
Per rafforzare la propria posizione, Axon richiama alcune ricerche scientifiche. “Studi indipendenti – tra cui la ricerca della Wake Forest University School of Medicine – hanno dimostrato che nel 99,7% dei casi non si registrano danni permanenti, se non lesioni lievi causate prevalentemente da cadute”, si legge nella nota.
In chiusura, l’azienda assicura la disponibilità a collaborare con la magistratura: “Axon conferma la propria massima collaborazione con le autorità competenti e sottolinea l’importanza di attendere l’esito delle indagini e degli esami autoptici prima di formulare qualsiasi valutazione sulle cause dei singoli decessi”.




























