Ue, da Bruxelles Todde contro i tagli e la gestione centralizzata dei fondi di coesione
La Regione Sardegna respinge la proposta di bilancio dell’Unione Europea per il ciclo 2028-2034, contestando i tagli alle politiche di coesione e l’accentramento della gestione economica a Bruxelles. Intervenuta alla sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, la presidente Alessandra Todde ha formalizzato la contrarietà dell’isola, facendo fronte comune con i governatori progressisti e le delegazioni di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.
Il punto di rottura risiede nella volontà della Commissione di sottrarre la cabina di regia della spesa ai singoli territori. Per Todde, il piano finanziario nega le differenze strutturali delle periferie: “I cittadini europei sono europei e non dipendono dalla geografia. Questa è una delle cose che viene negata da questo bilancio, a cui noi siamo fortemente contrari”. Nelle regioni insulari, infatti, le risorse comunitarie rappresentano il sostegno primario per arginare i costi dell’isolamento, finanziare le imprese locali e promuovere l’occupazione giovanile: “Noi neghiamo il fatto che i fondi di coesione debbano essere centralizzati. Vediamo un’Europa più piccola. I cittadini sardi vedono l’Europa attraverso i fondi di coesione”.
La critica della presidenza punta a salvaguardare il principio di sussidiarietà, avvertendo che decisioni calate dall’alto allontanano le istituzioni comunitarie dai bisogni reali: “Il fatto di poterli centralizzare, di poter decidere programmi che non sono quelli decisi e utili ai territori, significa allontanare ancora di più l’Europa dalle nostre Regioni”. La Sardegna promette battaglia nei futuri round negoziali: “Questo è profondamente sbagliato ed è il motivo per cui noi ci batteremo contro questo bilancio, che è così ingiusto”, ha concluso Todde.




























