Scintille fra sindaco ed ex, Truzzu a Zedda: “Cagliari gioiellino? È abituato agli orologi di lusso”
Scontro a distanza fra il sindaco e l’ex sindaco di Cagliari. Dopo le accuse di Massimo Zedda, attuale primo cittadino, arriva la risposta di Paolo Truzzu. Dalla Leopolda di Renzi, Zedda, che aveva lasciato palazzo Baccaredda nel 2019, ha raccontato come è diventata Cagliari dopo i 5 anni di governo del centrodestra. “Era un gioiellino e l’ho trovata alquanto scassata dopo la guida di un sindaco di Fratelli d’Italia”.
La replica di Truzzu a Zedda
Pronta la risposta di Truzzu, attuale capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione. “Dopo il fallimento evidente della sua Amministrazione, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda è alla disperata ricerca di nuove candidature, magari già alle Politiche, così da abbandonare Cagliari per la seconda volta prima della fine della legislatura. Tanto disperata che non solo ha archiviato frettolosamente l’esperienza dei Progressisti chiedendo asilo politico al Pd, ma è andato alla corte di Matteo Renzi per scaricare vecchie e nuove responsabilità sulle condizioni della città e vaneggiare di gioiellini”.
“Non so a quali gioielli sia abituato, orologi Audemars Piguet a parte“. Truzzu fa riferimento all’orologio da 58 mila euro che Zedda, da sindaco, ricevette in regalo dal sultano dell’Oman in visita a Cagliari nel 2012. L’orologio fu poi donato al Comune 11 anni dopo in seguito alle polemiche legate al fatto che il dono non fosse stato fatto a Zedda come cittadino ma come rappresentante delle istituzioni.
“Il sindaco si è scordato – continua l’esponente di Fdi – che tra le tante eredità che ha lasciato c’era una città sepolta dalla spazzatura, invasa da piste ciclabili senza senso e con progetti tanto sbagliati da risultare irrealizzabili: come quelli di viale Sant’Avendrace e di Via Campo Scipione”. Il punto non è stabilire chi abbia lasciato cosa a chi. Il punto è molto più semplice: oggi Cagliari è amministrata da Massimo Zedda. E delle condizioni di Cagliari, oggi, deve rispondere Massimo Zedda”, conclude Truzzu.




























