Bilancio, Province sotto pressione: Ciccolini denuncia il peso dei tagli statali
NUORO – Conti in ordine, ma margini di manovra ridotti. È il quadro che emerge dalle parole del presidente della Provincia di Nuoro, Giuseppe Ciccolini, all’indomani dell’approvazione del bilancio 2026.
Il documento certifica la tenuta degli equilibri finanziari dell’ente, ma evidenzia anche una forte dipendenza da fattori esterni, in particolare dai contributi alla finanza pubblica imposti dallo Stato. Un elemento che continua a incidere in maniera significativa sulla capacità di programmazione.
Per il 2025, le risorse disponibili ammontano a oltre 6,3 milioni di euro dal Fondo Unico (compreso MAN), a cui si aggiungono circa 1,9 milioni destinati alla viabilità e 4,8 milioni dal fondo regionale per le nuove Province. Tuttavia, su questo quadro grava il peso dei tagli statali, che sottraggono complessivamente circa 10 milioni di euro, annullando di fatto l’apporto delle risorse regionali.
Uno squilibrio che, secondo Ciccolini, non riguarda solo Nuoro ma l’intero sistema delle Province italiane, alle prese con vincoli che limitano la reale capacità di intervento sui territori.
La questione sarà al centro dell’Assemblea nazionale UPI del prossimo 13 maggio, dove si discuterà della necessità di un riequilibrio complessivo della finanza degli enti intermedi.
“L’approvazione del bilancio rappresenta un passaggio fondamentale, che conferma la solidità dell’Ente sotto il profilo degli equilibri finanziari. Tuttavia, operiamo all’interno di un quadro che resta fortemente condizionato da fattori esterni.
Va riconosciuto il lavoro della Regione Sardegna, che già nel 2025, ha scelto di rafforzare concretamente il ruolo delle Province con risorse aggiuntive importanti. È un segnale positivo e necessario.
Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare una criticità strutturale: i contributi alla finanza pubblica continuano a sottrarre circa 10 milioni di euro, annullando di fatto gli effetti dei trasferimenti regionali.
Si crea così una situazione paradossale, in cui agli sforzi della Regione si contrappongono i tagli dello Stato, con il risultato di limitare fortemente la capacità degli enti di programmare e intervenire.
È questa la questione che porteremo all’attenzione dell’Assemblea nazionale UPI del 13 maggio: senza un riequilibrio complessivo, le Province rischiano di restare in una condizione di continua emergenza, senza poter esercitare pienamente il proprio ruolo al servizio delle comunità.”




























