Il lavoro come strumento di reinserimento: Seconda Chance approda nel Sud Sardegna

Offrire nuove opportunità lavorative e formative ai detenuti prossimi al termine della pena, supportandoli nel processo di reintegrazione attraverso percorsi concreti di formazione e inserimento lavorativo. Questo è l’obiettivo di Seconda Chance, un progetto già attivo in numerose città italiane e che ora approda anche nel Sud Sardegna.
L’iniziativa, che si inserisce nel più ampio Protocollo d’Intesa firmato nel 2023 tra FIPE-Confcommercio, l’Associazione Seconda Chance e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, è stata presentata oggi a Cagliari, nella sede di Confcommercio Sud Sardegna.
Emanuele Frongia, presidente della FIPE Confcommercio Sud Sardegna, ha sottolineato l’importanza di un progetto che unisce responsabilità sociale e sviluppo economico. “Offrire una seconda possibilità a chi ha dimostrato di voler ricostruire la propria vita è un valore fondamentale per la nostra società. Il lavoro è uno strumento potente di inclusione e reinserimento, ed è nostro compito, come associazione di categoria, supportare le imprese che vogliono contribuire a questa causa. Il Protocollo d’Intesa con Seconda Chance rappresenta un’opportunità per il nostro territorio, capace di generare benefici non solo per i detenuti coinvolti, ma anche per il tessuto imprenditoriale locale,” ha dichiarato Frongia.
Un punto centrale del progetto riguarda gli incentivi fiscali offerti alle aziende che decidono di partecipare. La Legge Smuraglia prevede infatti un credito d’imposta fino a 520 euro al mese per ogni detenuto impiegato in aziende che accettano di assumerli o formarli, se ammessi al lavoro esterno o in semilibertà: un incentivo concreto per le imprese del settore ristorativo e commerciale, che possono contribuire al processo di reintegrazione dei detenuti, beneficiando al contempo di vantaggi fiscali.
“Si tratta di un’iniziativa molto importante nell’ottica della realizzazione del trattamento rieducativo previsto dalla costituzione e dall’ordinamento penitenziario, finalmente si offrono ai detenuti delle opportunità lavorative vere, presso datori di lavoro esterni, cosa che consente loro di confrontarsi finalmente con il mondo esterno ed iniziare quel cammino che li porta al reinserimento nella società,” ha detto Marco Porcu, direttore del carcere di Uta. “I detenuti sono entusiasti perché percepiscono che hanno una seconda possibilità, così come sono molto contenti i datori di lavoro perché i detenuti sono ancora più motivati rispetto agli altri lavoratori.”
Diverse le figure professionali richieste, lavapiatti, cuochi, elettricisti, autisti, muratori, spiega Donatella Gallistru, referente per la Sardegna di Seconda Chance: “Al momento, da poco più di un anno, sono stati coinvolti una decina di detenuti del carcere di Uta e di Bancali, alcuni sono stati riconfermati con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. E così, il nostro mondo, quello in cui viviamo, e dove vivono i nostri figli, diventa un mondo più bello.”




























