Brucia la Sardegna, fronte compatto della politica: “Punire severamente i colpevoli”
CAGLIARI – La Sardegna brucia, ancora una volta e nel giorno che segue l’ennesima domenica di fuoco che ha colpito il territorio, la paura lascia il posto all’indignazione. E anche oggi l’Isola si è risvegliata tra le fiamme, a causa di un grosso incendio divampato sul territorio di Orosei. Ieri, secondo il bollettino del Corpo Forestale, sono stati 24 i roghi in Sardegna, sei dei quali hanno richiesto l’intervento dei mezzi aerei.
A Olbia, Gergei, Villacidro, Osilo, Soleminis e Villasimius, gli interventi più impegnativi per la macchina antincendio regionale. Ma l’evento più grave resta quello in località Riu Trottu a ridosso della piccola spiaggia di Punta Molentis, uno dei gioielli della costa sud orientale. Mentre si cercano di capire le cause, sembra ormai scontato che dietro il rogo ci sia la mano dell’uomo, per colpa o per dolo.
La Presidente della Regione, Alessandra Todde, che con l’assessora dell’ambiente ha seguito l’emergenza in contatto con le forze in campo impegnate nello spegnimento e nei soccorsi, è intervenuta senza mezzi termini: chi distrugge la Sardegna – ha detto – è nemico della nostra comunità. E come tale sarà trattato. Senza sconti, con ogni responsabilità che ci compete.




























