Sciopero generale, la Sardegna si ferma per Gaza: corteo a Cagliari
CAGLIARI – Anche la Sardegna partecipa allo sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base per oggi, lunedì 22 settembre, con manifestazioni e presìdi che coinvolgono trasporti, scuola, sanità, logistica e pubblico impiego. Una giornata di mobilitazione che unisce lavoratrici e lavoratori di settori pubblici e privati per chiedere la fine della guerra a Gaza e il blocco delle forniture militari allo Stato di Israele.
L’Usb, che in Sardegna conta circa settemila iscritti, sottolinea come l’isola sia coinvolta direttamente nelle dinamiche di guerra: dai poligoni militari alle basi di Decimomannu, fino alla produzione di armamenti della Rwm nel Sulcis. «La Sardegna non può essere complice di guerre e genocidi», denunciano i promotori.
Lo sciopero si estende a tutto il Paese, ma assume un significato particolare nell’isola. A Cagliari, il corteo parte da piazza del Carmine e attraversa il centro città per concludersi davanti al Consiglio regionale, dove sono previsti gli interventi finali. Tra gli slogan, la richiesta di rompere ogni legame con Israele, fermare il riarmo e destinare risorse a scuola, sanità, pensioni e salari invece che alla spesa militare.
Il trasporto pubblico locale è tra i settori più colpiti, insieme a porti e logistica. Non si ferma invece il trasporto aereo, il cui sciopero nazionale è stato confermato per venerdì 26 settembre.
Secondo Usb, la mobilitazione di oggi non riguarda soltanto il conflitto in Medio Oriente ma anche le condizioni di vita quotidiane: «Ogni euro speso in armi – ribadiscono – è un euro tolto ai diritti e al futuro».




























