Emergenza caldo, prorogate in Sardegna le misure di sicurezza fino al 30 settembre
La Sardegna proroga le misure per proteggere i lavoratori dai rischi legati alle alte temperature. Con un’ordinanza firmata dalla presidente della Regione Alessandra Todde, le disposizioni resteranno in vigore fino al 30 settembre 2026 su tutto il territorio regionale. Il provvedimento prevede il divieto di svolgere attività lavorative con esposizione prolungata al sole nella fascia oraria più critica della giornata, dalle 12.30 alle 16, ma soltanto nelle giornate in cui la mappa Worklimate segnalerà un livello di rischio “ALTO”.
La misura riguarda in particolare i comparti maggiormente esposti al caldo e al lavoro all’aperto: agricoltura, florovivaismo, edilizia e attività impiantistiche. Il divieto scatterà quindi esclusivamente nelle aree interessate dalle attività lavorative e nei giorni nei quali la mappa del rischio, riferita alle ore 12, indicherà il livello di pericolosità previsto dall’ordinanza. L’obiettivo è ridurre i rischi per la salute dei lavoratori durante le ore caratterizzate dalla maggiore esposizione alle temperature elevate e all’irraggiamento solare.
Le disposizioni non si applicano alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai relativi appaltatori quando sono impegnati in interventi di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità. L’esclusione riguarda anche l’Agenzia Forestas per le attività di presidio, controllo e vigilanza del territorio. Anche nei casi esclusi dal divieto, resta comunque l’obbligo per i datori di lavoro di adottare tutte le misure organizzative e operative necessarie a contenere l’esposizione dei lavoratori alle alte temperature. Il rischio dovrà essere ricondotto a un livello accettabile sulla base della valutazione prevista dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare dal decreto legislativo 81/2008. La proroga mantiene dunque alta l’attenzione della Regione sulla prevenzione degli effetti del caldo intenso, soprattutto nei settori nei quali il lavoro all’aperto e l’esposizione diretta al sole rappresentano un fattore di rischio significativo




























