Due aggressioni nel carcere di Bancali contro gli agenti. Il sindacato: “Basta pacche sulle spalle”
Mentre non si placano le polemiche per il trasferimento in Sardegna dei boss mafiosi, una nuova denuncia dei sindacati arriva dal carcere di Sassari dove si sono registrate aggressioni ai danni dei poliziotti. Due episodi distinti che raccontano una situazione ormai insostenibile.
Nel primo caso un detenuto ha aggredito improvvisamente un agente colpendolo con un pugno violento all’occhio. Il poliziotto ha subito lanciato l’allarme e durante le operazioni di contenimento, un altro collega è rimasto ferito. Pochi minuti dopo un altro episodio. Durante una violenta rissa fra 2 detenuti, un operatore è stato afferrato al collo riportando escoriazioni.
Per il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Donato Capece, “quello che è accaduto a Bancali è inaccettabile e non può essere considerato normale amministrazione . Due emergenze in pochi minuti, in reparti diversi, con agenti aggrediti e feriti: questa è la realtà quotidiana della Polizia Penitenziaria, costretta troppo spesso a fronteggiare la violenza con organici insufficienti e senza strumenti adeguati di autotutela”. “È finito il tempo delle pacche sulle spalle e dei ringraziamenti di circostanza – attacca il leader del SAPPE”.
“Da anni denunciamo le conseguenze delle carenze di organico, del sovraffollamento e della presenza di detenuti con elevati livelli di pericolosità e problematicità – aggiunge il segretario nazionale SAPPE per la Sardegna Luca Fais -. Ma continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di supplire a tutto con professionalità, coraggio e spirito di sacrificio significa scaricare sugli operatori il peso delle inefficienze del sistema”.
Durissimo anche Antonio Cannas, delegato nazionale SAPPE per la Sardegna: “Bancali è ancora una volta il simbolo di una situazione che non può più essere tollerata. Pochi agenti sui reparti, emergenze che si susseguono e detenuti che possono trasformare in pochi secondi una situazione ordinaria in un grave problema di sicurezza. Gli agenti non possono essere lasciati soli e mandati allo sbaraglio”




























