Call center, sindacati: con IA a rischio posti di lavoro in Sardegna, sciopero dal 13 al 27 luglio
L’ntroduzione dell’intelligenza artificiale nel settore dei call center, del Customer Relationship Management (CRM) e del Business Process Outsourcing (BPO) mette a rischio anche in Sardegna decine di posti di lavoro. A denunciarlo sono Slc-Cgil Sardegna, Fistel-Cisl Sardegna e Uilfpc Sardegna, che nei giorni scorsi hanno promosso assemblee con i lavoratori in vista del primo sciopero nazionale del settore CRM/BPO, proclamato dal 13 al 27 luglio.”Il comparto sta attraversando un forte calo occupazionale, anche a causa dell’introduzione massiva e incontrollata dell’intelligenza artificiale nelle aziende”, affermano Alessandro Randaccio (Slc-Cgil Sardegna), Alberto Frau (Fistel-Cisl Sardegna) e Marianna Stara (Uilfpc Sardegna), ricordando che il settore registra un’occupazione femminile part-time pari al 70%.I sindacati chiedono il coinvolgimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’apertura di un tavolo strutturale dedicato al comparto, con l’obiettivo di affrontarne le criticità e garantire prospettive occupazionali.Secondo le organizzazioni sindacali, anche nell’Isola la diffusione di chatbot, assistenti virtuali e sistemi automatizzati di gestione delle richieste dei clienti potrebbe determinare una rapida riduzione dei livelli occupazionali. Per questo invitano i lavoratori ad aderire alla mobilitazione.Lo sciopero si svolgerà dal 13 al 27 luglio: il personale full time si asterrà dal lavoro nelle ultime due ore del turno, quello part time nell’ultima ora del turno, secondo le modalità previste dalla proclamazione.




























