Assistenza sanitaria nel carcere di Massama, in Prefettura il piano per superare le criticità
ORISTANO – Garantire cure continue e rafforzare la presenza di medici all’interno della Casa circondariale di Massama. È questo l’obiettivo al centro della riunione che si è svolta questa mattina in Prefettura, a Oristano, convocata per affrontare le criticità che da tempo interessano l’assistenza sanitaria nell’istituto penitenziario.
L’incontro, presieduto dal prefetto Salvatore Angieri, ha riunito attorno allo stesso tavolo i vertici territoriali delle Forze di Polizia, il direttore della casa circondariale “S. Soro” e il direttore generale della ASL. Un confronto operativo che ha permesso di fare il punto sulle principali problematiche, a partire dalla discontinuità del servizio di medicina di base e dalla carenza di medici specialisti.
Due nodi strutturali che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza sanitaria ai detenuti e che, secondo quanto emerso nel corso della riunione, richiedono interventi immediati e coordinati.
Per rispondere all’emergenza, la ASL ha illustrato una serie di misure già avviate o in fase di attuazione. Tra queste, lo scorrimento della graduatoria della medicina penitenziaria per assunzioni a tempo determinato, con un primo riscontro atteso entro la fine di marzo. Parallelamente, è prevista entro metà aprile la pubblicazione di un nuovo bando per incarichi libero-professionali, con l’obiettivo di concludere l’iter nello stesso mese.
Nel breve periodo, un primo segnale concreto arriverà già dalla prossima settimana con l’ingresso in servizio di due medici psichiatri, figura particolarmente necessaria in ambito penitenziario.
Sul fronte strutturale, sarà invece l’ARES ad avviare le procedure per un nuovo bando destinato ad assunzioni a tempo indeterminato nella medicina penitenziaria, nel tentativo di garantire maggiore stabilità al sistema.
Nel frattempo, per tamponare le criticità più urgenti, verrà valutata anche la possibilità di un supporto aggiuntivo attraverso il coinvolgimento dei medici operanti negli ASCOT.




























