Disordini a Massama, celle devastate dopo una rissa
Una violenta rivolta ha provocato la quasi totale inagibilità della Sezione 2B della Casa di Reclusione di Massama, ad Oristano. A denunciare la gravità degli episodi, avvenuti tra il 2 e il 3 settembre 2026, è il sindacato di Polizia Penitenziaria Con.Si.Pe. tramite il Segretario Nazionale Roberto Melis. Le tensioni, nate da problemi di convivenza tra detenuti sono sfociate in aggressioni fisiche al personale e nella distruzione degli arredi.
Nonostante le segnalazioni preventive dei poliziotti, i detenuti sono rimasti nella stessa cella, generando forti tensioni notturne che hanno coinvolto l’intera sezione.
Il giorno successivo, al rientro dai passeggi, la situazione è degenerata in una vera e propria rivolta: la Sezione 2B è stata letteralmente demolita con celle devastate, arredi divelti, impianti compromessi e infiltrazioni d’acqua. Ad oggi, solo una parte dei detenuti responsabili è stata trasferita in altri istituti, mentre il reparto attende urgenti interventi di ripristino.
Il clima di violenza nell’istituto oristanese era già emerso il 2 settembre a causa del diniego di una videochiamata non spettante a un detenuto. Alla notifica del provvedimento, l’uomo ha reagito aggredendo il personale di sorveglianza: un agente è stato minacciato e altri due hanno subito lesioni fisiche, prima che il detenuto venisse trasferito in isolamento.
Il Segretario Nazionale Roberto Melis ha espresso solidarietà ai colleghi feriti e ha attaccato duramente la gestione dell’Amministrazione Penitenziaria: “La situazione di Massama non è un episodio isolato, ma il risultato di incompatibilità ignorate e procedure lasciate in sospeso. La sicurezza non può essere trattata come un elemento secondario. È indispensabile rivedere l’organizzazione dei reparti e i criteri di assegnazione”.
Melis ha inoltre rivolto un plauso al personale in servizio, che grazie a professionalità e sangue freddo è riuscito a evitare conseguenze ancora peggiori in un contesto operativo estremamente critico.


























