Empoli-Cagliari, il club azzurro replica: “Mai discriminazione territoriale” verso i tifosi ospiti

Dopo la nota di ieri e la decisione della Prefettura di Firenze di confermare il divieto di vendita dei biglietti per Empoli-Cagliari (domenica alle 15) ai tifosi rossoblù residenti in Sardegna, l’Empoli Football Club interviene ancora una volta sulla vicenda. Lo fa attraverso il proprio sito ufficiale, esprimendo stupore e rammarico per quanto comunicato dalla società Cagliari Calcio.
Il club del presidente Fabrizio Corsi precisa: “Desideriamo ribadire che la nostra società ha agito seguendo innanzitutto la raccomandazione contenuta nella Determinazione dell’Osservatorio Nazionale del 25 marzo 2025 e, successivamente, la richiesta del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive di rinviare la decisione, previa consultazione con il Questore e il Prefetto di Firenze. La decisione finale, adottata ieri sera, è contenuta nell’ordinanza del Prefetto di Firenze, presa al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che vieta la vendita dei biglietti ai residenti in Sardegna. L’ordinanza si basa sulle indicazioni dell’Osservatorio Nazionale del 25 marzo, a cui la nostra società ha fatto riferimento fin dall’inizio.”
“Questa decisione ci era stata anticipata informalmente, e ci teniamo a precisare che non riguarda direttamente la nostra società, né la nostra città o tifoseria. Il provvedimento è stato preso in seguito a fatti che non coinvolgono Empoli.”
Infine, il club ribadisce, rispondendo alle polemiche di questi giorni e alle accuse lanciate anche dal mondo della politica sarda di discriminazione nei confronti dei sardi: “Vogliamo sottolineare che l’accoglienza dei tifosi ospiti nel nostro stadio non è mai venuta meno. Mai la nostra società attuerà una discriminazione territoriale nei confronti di alcuna tifoseria. Siamo sempre felici di accogliere con passione e rispetto chi segue la propria squadra del cuore.”
Una vicenda che, nel frattempo, è diventata anche un caso politico, con l’interrogazione presentata dal deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci ai ministri dell’Interno e dello Sport.




























