Tre quintali di rifiuti portati via dall’Isola di Mal di Ventre: 120 volontari e un elicottero in azione
Un gioiello naturalistico da difendere. Mal di Ventre è un lembo di terra nella costa occidentale dalla bellezza selvaggia ma troppo esposto ai rifiuti di ogni genere che il mare, complice il maestrale che da queste parti soffia con vigore, porta sulle coste dalla sabbia bianca.
Per tutelare Malu Entu (questo il nome in sardo), si è svolta Puliamo l’Isola 2026, iniziativa promossa dall’Area Marina Protetta e dedicata alla raccolta dei rifiuti. Come scrive il sindaco di Cabras Andrea Abis, su Facebook, “più di tre quintali di oggetti sono stati recuperati dagli oltre cento volontari presenti. Quasi tutto proviene dal mare e viene riversato dalle correnti marine sulle spiagge dell’isola”. Dei 320 chili di oggetti vari, 280 erano di plastica.
L’organizzazione è stata complessa: sono state coinvolte dieci imbarcazioni per il trasporto delle persone che hanno dedicato la loro giornata libera a questo importante appuntamento. È stato anche impiegato un elicottero per portare a terra dei grandi sacconi e una boa oceanica spiaggiata da anni.
“Con l’Area Marina Protetta investiamo importanti risorse per la tutela del mare e la sensibilizzazione ambientale, un vivo grazie agli operatori della AMP, ai tanti volontari che ci hanno seguito, a tutti i collaboratori e supporters che hanno reso possibile l’operazione”, conclude il primo cittadino di Cabras.




























