Oristano, al processo Ippocrate concluse le arringhe difensive
Conclusione delle arringhe difensive al processo Ippocrate, su presunti casi di concorsi pilotati alla Asl di Oristano. Stamattina focus sulla posizione di Angelo Piras, ex dirigente dell’ufficio Servizio Professioni Sanitarie, indiziato come l’ingranaggio amministrativo necessario per far girare il sistema delle presunte assunzioni interinali. A prendere la parola, l’avvocato Basilio Brundu, che ha respinto con decisione ogni addebito contestato al proprio assistito. «Non vi è mai stata alcuna condotta maliziosa o ingannevole – ha sostenuto il legale –. Non si parla mai della vita amministrativa di Angelo Piras all’interno della Asl – ha rimarcato –. Non emerge dunque alcun fatto penalmente rilevante». La difesa ha inoltre chiarito il funzionamento del servizio diretto da Piras, precisando che il compito principale era quello di distribuire il personale in base al fabbisogno delle strutture sanitarie. Per le assenze di breve durata, vi erano contatti diretti con le agenzie interinali, mentre per le sostituzioni di lungo periodo le decisioni spettavano al dirigente. Il processo è stato aggiornato al 14 maggio, data fissata per la controreplica del pubblico ministero Marco De Crescenzo. Un processo lungo, forse troppo, visto che la maggior parte dei capi di imputazione risulta prescritta.




























