Camionista muore schiacciato da un carico di tubi: tragedia al Porto Canale di Cagliari – VIDEO
Un uomo di 61 anni, Carlo Spiga di Monastir, ha perso la vita questa mattina a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto sulla banchina del Molo Grendi, all’interno del Porto Canale di Cagliari. Il camionista è stato schiacciato da un carico di tubi.
La dinamica esatta dei fatti è ancora al vaglio, ma l’impatto si è rivelato fatale prima che i sanitari potessero tentare qualsiasi manovra di rianimazione. Sembra che si siano rotte le cinghie che tenevano il pesante carico. L’area operativa è stata immediatamente isolata: l’intero scalo industriale risulta bloccato, le attività lungo le banchine sono state sospese e una lunga fila di mezzi pesanti è ferma all’esterno dei cancelli d’accesso.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e i militari della Guardia di Finanza per mettere in sicurezza la zona e avviare i primi rilievi tecnici. È giunto al molo anche il medico legale per la constatazione del decesso e l’avvio delle perizie disposte dall’autorità giudiziaria.
Il drammatico episodio odierno richiama alla memoria quanto accaduto nello stesso scalo portuale nel 2024, quando al Molo Grendi un operaio cinquantenne, Raffaele Massa, rimase schiacciato mortalmente durante le operazioni di sbarco container da una nave commerciale.
In una nota, i vertici del Gruppo Grendi hanno espresso cordoglio ai familiari, precisando che la propria struttura tecnica è a completa disposizione degli inquirenti.
La solidarietà dell’assessore Cani
“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la tragica morte di Carlo Spiga. Ai suoi familiari, ai suoi cari e a tutti i colleghi rivolgo la mia sincera vicinanza in questo momento di dolore”. Così l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, commenta la notizia dell’incidente mortale avvenuto durante le operazioni di carico nello scalo industriale cagliaritano. “Di fronte a una morte sul lavoro – prosegue Cani – prevalgono il dolore e una profonda amarezza. Non è accettabile che una persona esca di casa per andare a lavorare e non vi faccia più ritorno. In attesa che gli accertamenti chiariscano la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità, è doveroso ribadire che la tutela della vita e della salute dei lavoratori deve essere una priorità assoluta, in ogni settore produttivo e in ogni luogo di lavoro”.
“Ma – conclude – nessuna iniziativa può essere considerata sufficiente finché continueremo a piangere lavoratrici e lavoratori che perdono la vita mentre svolgono il proprio mestiere. La sicurezza non può essere un obiettivo da perseguire soltanto dopo una tragedia: deve essere una responsabilità condivisa e una pratica quotidiana. È un impegno che riguarda le istituzioni, le imprese e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione del lavoro”.




























