Eurallumina, Pd: “Serve intervento immediato, Governo non può attendere”
La protesta estrema dei lavoratori Eurallumina, saliti questa mattina sul silo n.3 dello stabilimento di Portovesme, riaccende i riflettori sulla crisi dell’azienda e sull’assenza di risposte da parte del Governo nazionale. A sostenerlo è il Partito Democratico della Sardegna, che in una nota esprime “piena solidarietà ai lavoratori” e denuncia la “totale inadeguatezza delle tempistiche indicate dal MIMIT”.
Secondo il PD, la mobilitazione dei dipendenti nasce da un’esasperazione ormai incontenibile. “Il tempo è finito. Le decisioni sulla continuità aziendale, sui salari e sulla tenuta sociale del territorio non possono più essere rimandate”, si legge nel documento diffuso dalla Direzione regionale del partito.
Al centro della richiesta dei lavoratori — e ribadita dai dem — c’è lo sblocco immediato dei fondi ministeriali necessari per garantire le attività dello stabilimento: stipendi, utenze, sicurezza, pagamenti all’indotto e interventi ambientali. “È un atto dovuto, non negoziabile”, afferma il PD citando anche le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali e della RSA aziendale.
A preoccupare i dem è soprattutto la convocazione del tavolo ministeriale sulla vertenza Eurallumina per il 10 dicembre, comunicata oggi dal MIMIT. Una data giudicata “del tutto incompatibile con la gravità della situazione”.
“Non si può parlare di attenzione al Sulcis e poi rinviare il confronto di quasi un mese. Così si rischia di spingere l’azienda verso esiti irreversibili”, incalzano i dem.
Lo scenario paventato dal partito è drammatico: in assenza di interventi immediati sulla gestione commissariata, derivante dalle sanzioni del Comitato di Sicurezza Finanziaria, Eurallumina potrebbe avviarsi verso liquidazione o fallimento. Un rischio che metterebbe in crisi centinaia di famiglie, l’indotto e l’intero Sulcis Iglesiente.
Per questo il PD Sardegna formula tre richieste precise al Governo Meloni: Convocazione immediata del tavolo ministeriale, “non oltre le prossime ore”, con MIMIT, CSF, MEF, Presidenza del Consiglio, Regione Sardegna, sindacati e azienda. Stanziamento urgente dei fondi ministeriali già previsti dalla normativa per garantire continuità operativa e salariale. Un percorso chiaro e rapido per la revoca delle misure del CSF e lo sblocco degli oltre 300 milioni di investimenti industriali.
“Il Sulcis non può più essere lasciato solo. La politica deve assumersi fino in fondo la responsabilità di difendere lavoro, dignità e futuro”, conclude la Direzione regionale.




























