Onifestival. Tradizione e world music per la sesta edizione del festival
Formula vincente giusto da implementare edizione dopo edizione. Il core business dell’Onifestival rimane la musica della tradizione e il canto a tenore in particolare, espressione che dialoga con altri generi e artisti provenienti da altre aree del mondo e che si può racchiudere nel grande contenitore della world music. A Oniferi va in scena questo fine settimana (sabato e domenica) la sesta edizione di Onifestival, il festival dedicato alle musiche identitarie e alle tradizioni a confronto. Anche in questa edizione, targata 2025, ideata dall’associazione culturale San Gavino di Oniferi e organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale, il programma si articola in tre distinte giornate sempre coerenti con la mission inziale della rassegna: offrire alla comunità e agli spettatori un interessante spaccato sulle realtà musicali tradizionali con i loro interpreti. Secondo un modello ormai collaudato sono due gli appuntamenti in cartellone sabato e domenica in occasione della tappa di Autunno in Barbagia, il terzo sotto le festività natalizie e per l’esattezza il 19 dicembre, quando saranno di scena gli interpreti del gospel.
ONIFESTIVAL
Onifestival, nasce con la volontà di dare vita a un appuntamento che fondi le sue radici sulla musica tradizionale e sul canto a tenore in particolare e con i virtuosi del canto a chitarra, ma che accolga allo stesso tempo espressioni artistiche di altri contesti nazionali ed internazionali. Scambio e confronto sono un elemento fondamentale della rassegna nata nel 2018 e che ha creato un bello scambio di musiche e culture.
IL PROGRAMMA
Sabato: La rassegna inizia sabato 29 novembre in Piazza Su Cantaru con la rassegna di canti a tenore e di musica polifonica. Si esibiranno i tenore di Oniferi, il tenore Sant’Elene di Dorgali, Tenore S’affluente di Ottana, “Consonu Santu Joanne” di Thiesi e il Coro “Boghes de Cheremule”.
Domenica: Si proseguito il giorno successivo domenica 30 novembre – sempre in piazza Su Cantaru – con inizio previsto alle 17 con la rassegna di canti logudoresi a chitarra.
Sul palco Emanuele Bazzoni, Franco Dessena, Roberto Murgia. Alla chitarra Alessandro Carta, 1 dicembre, sempre in piazza Sant’Anna, con la rassegna di canti logudoresi a chitarra. Con le voci di Daniele Giallara e Franco Figos accompagnati alla chitarra da Alessandro Carta, alla fisarmonica: Alberto Caddeo.
Alle 18. Tenore San Gavino
Alle 19. Etnico a ballare con Emanuele Bazzoni, Roberto Fadda e Massimo Pitzalis.
TERZA DATA
- Nuovo appuntamento a pochi giorni dal Natale, lunedì 19 dicembre, nella chiesa di San Gavino, alle 19, con il concerto Gospel Nathan Mitchell and the Voices of Inspiration
ONIFESTIVAL E DNA IDENTITARIO
Onifestival è stato ideato dall’associazione culturale San Gavino di Oniferi, costituita nel 2001, è impegnata ormai da molti anni nella pratica e nella diffusione del canto “a tenore”, con la finalità̀ di valorizzare il patrimonio musicale, letterario e linguistico della Sardegna.
Fanno parte del gruppo i fratelli Francesco, Giovanni e Carmelo Pirisi, rispettivamente boche, contra e mesu boche, più il bassu Giuseppe Brau). Formazione che da sempre privilegiato nello svolgimento della sua attività l’impegno e le proposte nelle quali – anche nella partecipazione a manifestazioni di livello internazionale (Università di Taipei, Parigi, Valladolid, Roma, Conservatorio di Lione, Istituto Italiano di cultura di Los Angeles, Convegno e concerto su Pietro Sassu, Sassari) – attraverso l’espressione del canto si evidenziasse tutta la ricchezza della poesia, della letteratura e della lingua per l’affermazione di quella identità sarda minacciata e indebolita da modelli socio-culturali che tendono a soffocarne la peculiarità e la bellezza.
A Parigi, in occasione della classificazione del canto a tenore quale patrimonio intangibile dell’umanità, ha rappresentato il canto a tenore esibendosi davanti alla Commissione Unesco e partecipando ai gruppi tematici che hanno portato l’assegnazione del prestigioso riconoscimento.
Ora per i corsi e ricorsi storici l’Unesco torna a baciare Oniferi riconoscendo le domus de janas patrimonio dell’umanità. E tra i 31 siti sardi ci sono anche le domus di Brodu nel territorio di Oniferi. Una grande occasione di sviluppo per tutti, incluso il paese del Nuorese.




























