Caccia al Tesoro 2025: sei tappe e mille partecipanti per la sfida tra i borghi della Sardegna
Mille partecipanti, sei tappe e un unico obiettivo: decifrare l’identità profonda della Sardegna attraverso il gioco. La Caccia al Tesoro dell’Isola riaccende i motori il 13 marzo, trasformando piazze, monumenti e sentieri impervi in un intricato sistema di indizi.
Non si tratta di una semplice competizione virtuale: qui il movimento fisico è la chiave. Le squadre, che rappresentano centri come Bosa, Macomer, Isili e Cagliari, dovranno interpretare enigmi in rima per raggiungere luoghi spesso dimenticati o poco battuti. Il claim ‘Il gioco più grande dell’isola’ non è un’iperbole, ma una descrizione geografica: la rete dei partecipanti si estende da Lodè a Torralba, coinvolgendo non solo i giocatori, ma un indotto di sostenitori che anima i borghi durante i weekend della sfida.
La storia recente della manifestazione ci ha abituato a finali spettacolari. Ricordiamo il trionfo di Isili nel segno di Maria Carta o l’impresa della squadra di Torralba, capace di arrampicarsi fino ai 1200 metri del Monte Santa Vittoria per recuperare il trofeo nascosto in un pluviometro. Quest’anno l’asticella si alza: l’organizzazione promette enigmi più complessi e una selezione di siti che legherà a doppio filo la cultura locale alla logica pura. Il sipario calerà il 26 aprile, quando l’ultima tappa svelerà il punto segreto di questa edizione, chiudendo un viaggio lungo un mese e mezzo nel cuore della Sardegna più autentica.




























