Naufragio al largo di Santa Maria Navarrese, Flai Cgil: “Basta morti in mare, subito un tavolo regionale e nazionale”
CAGLIARI – La morte di Antonio Morlè ed Enrico Piras, i due marittimi annegati questa mattina al largo di Santa Maria Navarrese, spinge la Flai Cgil Sardegna a pretendere un intervento immediato per il comparto ittico. Il sindacato punta il dito contro le condizioni di un settore che detiene uno dei più alti indici di rischio in Italia.
“Ancora una volta il mare si porta via le vite di lavoratori che svolgono un mestiere duro, esposto quotidianamente a rischi enormi, spesso aggravati da condizioni meteo-marine difficili, costi di gestione insostenibili e margini economici sempre più ridotti”, ha dichiarato la segretaria Valentina Marci.
La Flai Cgil chiede ora l’apertura urgente di un tavolo regionale e nazionale con quattro priorità: investimenti per il rinnovo delle imbarcazioni, controlli efficaci, sostegni alle imprese sane e tutele concrete per le famiglie dei marittimi.
“Non è accettabile che nel 2026 si continui a morire di lavoro in mare. La pesca è presidio economico, sociale e culturale delle nostre coste, in particolare in territori come l’Ogliastra, dove rappresenta identità e sostentamento per intere comunità”, conclude la segretaria.




























