Sanità, approvate le linee guida per le case di Comunità. Ed è polemica sulle cure agli over 80
CAGLIARI – La Giunta regionale ha approvato le linee di guida per il funzionamento delle Case della comunità e gli ospedali di comunità, indirizzi che, spiega l’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, forniranno indicazioni alle Asl sui requisiti organizzativi e funzionali delle nuove strutture territoriali, per facilitare la loro connessione con gli ospedali e creare un punto di contatto tra l’ambito sanitario e quello sociale.
Secondo l’esponente della Giunta Todde, un passo in avanti in vista degli obiettivi del PNRR fissati per il 2026, ma proprio sul percorso del piano nazionale post Covid, la Sardegna arranca. A certificarlo è la stessa Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Stando al dato, elaborato dalla Fondazione Gimbe, delle 80 case della Comunità programmate nell’Isola sono appena 4 quelle per cui la Regione ha dichiarato l’attivazione di almeno un servizio e in nessuna di queste sono stati ancora integrati tutti i servizi obbligatori, appena il 5% contro una media nazionale 28,2%.
La situazione non migliora se si guarda agli Ospedali di Comunità, nell’Isola sui trentatré programmati presente appena uno con almeno un servizio dichiarato attivo.
Bene l’Isola se si guarda invece al Fascicolo Sanitario elettronico, sebbene in Italia non ci sia ancora nessuna Regione ad aver raggiunto l’attivazione per il 100% degli assistiti, la Sardegna col 94% della copertura si pone al primo posto al pari di Piemonte e Lazio.
Ma intanto sul fronte dell’assistenza monta la polemica sulle parole dell’assessore Bartolazzi che ha posto il problema della sostenibilità economica, a causa dei costi elevati, della somministrazione di terapie e farmaci innovativi ai pazienti oncologici sopra gli ottant’anni. Considerazioni, quelle dell’oncologo romano in quota alla Presidente Todde, che, oltre a scatenare l’ira delle associazioni dei pazienti, ora rischiano di diventare un nuovo caso politico. Per il Partito democratico, che interviene sui social, introdurre in criterio anagrafico per l’accesso alle cure è contro la stessa costituzione: la salute – spiegano – non può essere messa a rischio per esigenze di bilancio.
Ma il titolare della Sanità risponde e precisa: “i farmaci oncologici hanno costi molto elevati, se non si investe in prevenzione si rischia di arrivare ad un punto di non sostenibilità del sistema sanitario pubblico, non solo in Sardegna, ma a livello nazionale”.




























