41-bis, Nuoro dice no: Consiglio comunale unanime su Badu ’e Carros
Si è svolto oggi, venerdì 9 gennaio, il Consiglio comunale di Nuoro, convocato in adunanza “aperta” presso la Sala riunioni e conferenze della Camera di Commercio, per discutere sul tema “Carcere di Badu ’e Carros: destinazione esclusiva dell’istituto ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis”.
In apertura dei lavori è intervenuto il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, che dopo aver ringraziato i presenti ha invitato ad abbassare i toni: “Oggi dobbiamo evitare i toni polemici”.
Fenu ha quindi richiamato le criticità del sistema penitenziario: “Parliamo di carceri sovraffollate, di carenza del personale, di difficoltà sul fronte della sanità penitenziaria. Introdurre ulteriore complessità organizzative rischia di gravare su un sistema già complesso”. “Credo – ha aggiunto – sia sbagliato oggi trasformare questo tema in una polemica politica”. Fenu ha infine riferito di un colloquio con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: “Due giorni fa ho avuto un colloquio con il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, gli ho rappresentato con chiarezza le preoccupazioni della comunità nuorese. Il sottosegretario sarà a Nuoro tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio per visitare il carcere di Badu ‘e Carros”.
È quindi intervenuta la Presidente della Regione Alessandra Todde, che ha espresso forti perplessità sull’ipotesi di trasformazione dell’istituto: “A me sembra che tutto sia deciso. Il carcere di Badu ‘e Carros è dentro la città, è il tessuto della città. Pensare di dover creare un ghetto in un contesto che venga staccato da tutto il resto, ma a Badu ‘e Carros come Uta, a Uta come Bancali, credo che sia qualcosa che la Sardegna non si merita”. Todde ha poi sottolineato la necessità di una posizione unitaria: “Noi abbiamo una battaglia unica da portare avanti, non ci sono divisioni, non ci sono colori e non ci sono partiti”.
Il deputato e segretario regionale del Partito Democratico Silvio Lai ha richiamato i numeri dei potenziali detenuti interessati dal provvedimento e ha ricordato le interrogazioni presentate sul tema: cinque, ha spiegato, a partire dalle criticità emerse nel carcere di Uta, che riguardano anche Badu ’e Carros e Bancali. “È una lotta – ha dichiarato – che riguarda Nuoro ma riguarda anche tutta la Sardegna”.
Sulla stessa linea il senatore del PD Marco Meloni, che ha lanciato un appello all’unità parlamentare: “Io vorrei che tutti i parlamentari fossimo uniti nel chiedere che il Governo non faccia questa cosa”.
In collegamento è intervenuto anche il deputato e segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis, che ha accolto l’invito di Meloni: “Stiamo parlando di una materia molto delicata. Accolgo l’invito del Senatore Meloni che mi trova perfettamente d’accordo perchè non bisogna separarsi in categorie politiche quando si tratta di difendere un principio. Perché è fuori da ogni logica che la nostra città, il nostro territorio, possa diventare il luogo destinato ad ospitare in via esclusiva detenuti al 41 bis”. Pittalis ha aggiunto di essere pronto a “fare con i colleghi dell’attuale opposizione nazionale battaglie comuni perché questo non accada, ma penso che questo non accadrà”, invitando comunque “a non fare allarmismi”.
Presente in aula anche il deputato del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni, che ha dichiarato: “non posso che essere favorevolmente sorpreso dal fatto che la città di Nuoro abbia unanimemente preso posizione contro questa ipotesi”.
È intervenuta infine la deputata Francesca Ghirra: “il primo dicembre abbiamo partecipato ad un evento analogo convocato dal Sindaco di Uta. Conosciamo quali sono i pericoli per la nostra isola e credo che il fatto che si sia arrivati a un ordine del giorno condiviso da maggioranza e opposizione sia di buon auspicio anche per il nostro lavoro in parlamento”.
La seduta si è conclusa con la votazione palese dell’ordine del giorno dei consiglieri comunali di Nuoro, approvato all’unanimità con 24 voti favorevoli.




























